Dicono di noi


Il Tinello, ristorantino o trattoria?

Questa trattoria a pochi passi dalle Due Torri mi emoziona ancora dopo una frequentazione di circa quarant’anni.

E’ migliorata nella cura degli arredi, unici; in cucina si vive l’usanza bolognese fatta di pasta fresca, di tempi lunghi per i brodi e i sughi, della misura negli aromi, della freschezza dei prodotti, della simpatia e piacere nel servizio.

Oggi cerchiamo di ritrovarci al Tinello proprio come allora. Ieri per incontrare Bonvi, Silver, De Maria, Guccini, Sinisi, il mondo dell’editoria e dell’Università, purtroppo manca il vecchio scanzonato proprietario Gianni.

l gestori sono giovani, con tanta voglia di fare, la cucina di casa è qui vissuta con affetto e sincerità.

La clientela s’è nuovamente radicata, da Altan a Michele Serra, da Massimo Montanari ad Umberto Eco, da Roversi Monaco a Stefano Benni, da Andrea Emiliani a Lorenzo Mattotti, a Giorgio Poppi, a Nino Benvenuti.

Si respira amicizia vera, finalmente i profumi e i sapori sono quelli tradizionali. Anche dalla cantina, poche bottiglie, la cura è invidiabile.

Torno ai tavoli del Tinello appena possibile.

Alessandro Molinari Pradelli

Da “Il Resto del Carlino” del 4 marzo 2015

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Recensione Ristorantino Il Tinello mercoledì 4 marzo 2015

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